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giovedì 26 dicembre 2024

Cosa aspettarsi da un pianeta con solo uno o nessun aspetto?

Saturno
 Ci sono argomenti in astrologia molto discussi   a livello accademico, tra studiosi, ma invece   poco o niente trattati sia nei libri dedicati alla   divulgazione presso i principianti che in quelli   dedicati invece a chi è già ben introdotto   nell'arte, e uno di questi argomenti è la   questione dei pianeti con pochi o nessun     aspetto.

 Chiariamo subito l'argomento: stiamo parlando   nel primo caso di quelle carte natali che   mostrano uno o più pianeti con un solo aspetto   tolemaico (aspetti maggiori, vedi qui mio post   sugli aspetti) il che è una condizione non tanto   frequente ma nemmeno così rara.

Il secondo caso tratta invece di quelle carte che offrono all'attenzione dell'astrologo uno o più pianeti con nessun aspetto verso altri pianeti, condizione questa abbastanza poco frequente già per un solo pianeta ed è un caso molto raro trovarne due in questa condizione nello stesso tema di nascita. 
E' chiaro che molto dipende dalle orbite usate nei calcoli per cui alcuni lettori potrebbero dissentire dalle mie valutazioni ma questo è un problema su cui non posso fare molto visto che sono infinite le combinazioni di orbite usate oggi nell'astrologia moderna.
Un altra condizione che va posta subito è che, seguendo le regole dell'astrologia tradizionale non vengono considerati validi gli aspetti fuori segno, cioè tra pianeti che si trovano in segni tra loro in aspetto diverso da quello dei pianeti che li contengono (vedi sempre il mio post qui sugli aspetti).
Niente quintili, decili, undecili, ecc..ecc.. e niente semiquadrati, quinconce, ecc..ecc...niente congiunzioni tra pianeti in segni adiacenti ecc..ecc..

Chiarito tutto ciò in questo articolo parlerò principalmente dei pianeti senza aspetti poichè sono più diretti e semplici da spiegare ma anche più importanti, fino ad essere a volte determinanti nella lettura di un tema natale, i pianeti con un solo aspetto aggiungono sempre interessanti sfumature e dettagli interpretativi al tema ma sono raramente determinanti.

Secondo le opinioni dei teorici moderni dell'astrologia i pianeti senza aspetti mostrano di possedere una energia "pura" che ne rafforza i simbolismi, una energia anche un pò anarchica e che avrebbe difficoltà ad integrarsi con il resto del tema non riuscendo a trovare una via di mezzo e quindi o rimane nascosta, silente, o al contrario diventa eccessiva, dominante, come se ci fosse una sovra compensazione per ovviare alla mancanza di  contatti con altri pianeti.
Alcuni autori parlano del pianeta senza aspetti come di un "cavallo selvaggio" che non è stato addestrato ed ha quindi un solo modo di relazionarsi con il mondo e cioè il suo puro istinto naturale.

A mio parere queste considerazioni sono così astratte, più da psicologi che non da astrologi,  da servire molto poco a chi volesse capire come si inserisce un pianeta senza aspetti nel resto del tema.
Direi invece che non vale proprio la pena soffermarsi troppo sul tipo di rapporto (selvaggio o meno) del pianeta col resto del tema ma che conta più osservare le seguenti istruzioni:

Il pianeta senza aspetti agisce di solito in due modi e cioè 

A) fa sentire i suoi effetti, in maniera molto evidente, nelle case che lo riguardano, o solo in una o anche tutte e parliamo di:
        1) la casa in cui si trova
        2) la casa in cui si trova la sua 12a parte (vedi mio post qui sull'argomento)
        3) la casa (o le case) di cui è governatore 
        
B) fa sentire i suoi effetti, in modo però meno evidente in tutto il tema, come una nota di                 sottofondo che permea l'intera vita del soggetto.

Il modo A) vale soprattutto per i pianeti tradizionali specie per i pianeti più veloci, i luminari e quelli personali, dalla Luna a  Marte, mentre nel modo  modo B) si fanno sentire perlopiù i pianeti lenti e quelli moderni, da Saturno a Plutone, per ogni regola comunque esistono le eccezioni.
Il modo A) è lo stesso anche per i pianeti con aspetti in temi normali cambia solo la purezza dei pianeti e la loro efficacia.
Il modo B) è lo stesso dei pianeti che in un tema normale sono congiunti agli assi principali e diventano così pianeti dominanti del tema.

In qualsiasi modalità il pianeta senza aspetti si faccia sentire lo farà sempre in funzione del segno in cui si trova che determinerà sempre il modo finale in cui il pianeta si comporta.

Infine, qualunque sia il modo di evidenziarsi del pianeta senza aspetti, dobbiamo pensare alla carta natale non come ad una carta statica ma dinamica poichè si modifica nel tempo con transiti e  progressioni. Ogni qualvolta il pianeta senza aspetti è sollecitato da un transito o progressione (primaria o secondaria) di altri pianeti ecco che almeno temporaneamente avremo una interazione di energia diverse e il pianeta in oggetto si manifesterà in maniera molto più evidente, e in genere  negativa.

ESEMPIO DI ANALISI TEMA CON SOLE SENZA ASPETTI 


Il sole senza aspetti accentua le caratteristiche solari positive di carisma, autorità, nobiltà, potere, magnanimità, espansione, ma anche quelle negative come, orgoglio, dispotismo, vanità, arroganza, desiderio di supremazia.
Quali caratteristiche vengano accentuate dipende dal tema natale nel suo insieme, dal segno in cui si trova il pianeta e dal segno in cui si trova la sua 12a parte.


prendiamo per esempio il tema natale di Giulio Andreotti (qui sua bio)

Tema natale Giulio Andreotti
14 Gennaio 1919 - ore 07:00 - Roma



Sole senza aspetti in Capricorno: carismatico, ambizioso, serio e riservato, sempre controllato, imperturbabile, la ragione usata al posto della sensibilità, costanza e tenacia, lavoratore indefesso.

Con queste caratteristiche il Sole ha influenzato le seguenti case:

Sole in 1a casa: la casa dell'Io, e della persona fisica, vitalità, affermazione di se stessi, indipendenza, amor proprio,  atteggiamenti autoritari, grande fiducia nelle proprie capacità e nel proprio giudizio.
Il Sole in 1a casa è sempre un caso un pò speciale in quanto influenza l'Ascendente e quindi, specie se è nello stesso segno del grado ascendente, è non solo più evidente ma si fa sentire un pò in tutto il resto del tema, aspettato o meno che sia da altri pianeti.

12a parte del Sole a 6° della Bilancia in 9a casa, la casa della legge (laurea in Legge) e della religione (devoto cattolico praticante, membro e poi presidente della Federazione Universitari Cattolici Italiani FUCI, grande amico e confidente di vescovi, cardinali e Papi, leader della Democrazia Cristiana); inoltre la Bilancia, esaltazione di Saturno, contribuisce a rafforzare le caratteristiche di imperturbabilità e controllo delle proprie emozioni, assieme alla capacità di trovare un equilibrio ed equidistanza in qualsiasi situazione, la Bilancia riesce anche a mitigare l'eccessiva durezza del Capricorno donando almeno una mitezza nei rapporti che si manterrà sempre superficiale ma si dimostrerà indispensabile nella sua infaticabile opera di tessitura e compromesso nel partito e nel governo.

Sole governatore della 8a casa: la casa della politica (2a della 7a, l'amministrazione e il controllo dei beni degli altri), praticamente Andreotti è stato un uomo politico dal 1938 fino alla sua morte.

Queste righe di interpretazione costituiscono solo una piccola parte della analisi del tema di Andreotti e devono ovviamente essere viste assieme al resto del tema, dimostrano comunque come questo Sole senza aspetti sia stato determinante nella vita del soggetto, se fosse stato aspettato il Sole avrebbe avuto le sue caratteristiche mescolate con quelle di altri pianeti e perciò non si sarebbero potute manifestare in maniera così evidente e non sarebbe stato possibile leggerle così chiaramente anche se, come detto,  un Sole in 1a casa di solito lo si percepisce comunque un pò in tutto il tema.

Interessante è guardare ai transiti di Andreotti in uno dei giorni più bui della politica italiana, il giorno in cui uno dei dirigenti della DC Aldo Moro venne sequestrato dalle Brigate Rosse, il 16 Marzo 1978 vede una brutta opposizione al Sole di nascita da Marte in 7a casa, molto stretta per meno di mezzo grado, con ricadute in 1a casa, 8a casa e 9a casa, la casa 8a era inoltre afflitta dal ritorno di Saturno su se stesso (Saturno è il dispositore del Sole di nascita essendo signore del Capricorno, e co-dispositore della sua 12a parte come Pianeta maggiormente dignificato  in Bilancia).

Transiti Andreotti 16/3/1978



Chi ha una certa età si ricorderà del fatto che Aldo Moro in una delle lettere scritte durante la prigionia accusava Andreotti come capo del governo di essersi opposto, con giustificazioni giuridiche ed etiche (9a casa, ma anche tipico della Bilancia), ai negoziati per la sua liberazione mettendosi anche contro le richieste della Chiesa (9a casa) fatte dallo stesso Papa Pio VI 
In molti lo hanno in seguito accusato di aver avuto parte nel sequestro o quanto meno, aver evitato di agire come avrebbe potuto in virtù della sua carica, e aver così tratto profitto dalla  eliminazione (8a casa) di un suo concorrente e oppositore (7a casa) all'interno della Democrazia Cristiana .

Sono in molti a ritenere che questo avvenimento sia stata la prima grossa crepa nelle fondamenta della sua carriera politica iniziata ben 40 anni prima. 
Il declino sarà lungo anche se inarrestabile, resisterà ancora molti anni prima di ritirarsi dalla scena politica ma senza essere riuscito a raggiungere il suo obiettivo primario e cioè diventare Presidente della Repubblica.
Muore a 94 anni dimostrando quanto sia valida la caratteristica del Sole senza aspetti in Capricorno in 1a casa che garantisce un surplus di vitalità, vedi anche Akihito imperatore del Giappone, sempre con Sole senza aspetti in 1a casa (qui sua bio e carta natale, fare attenzione a non considerare gli aspetti non tolemaici)


Giulio Andreotti


ALTRI PIANETI SENZA ASPETTO

Per tutti gli altri pianeti la procedura è la stessa, individuare le case e i segni coinvolti e far parlare le caratteristiche essenziali, le qualità del pianeta.

PIANETI CON UN SOLO ASPETTO

Nel caso di un tema con tale caratteristica la procedura è simile a quella vista sopra per i pianeti senza aspetto ma tenere presente che:
1) gli effetti sono di solito meno marcati
2) il pianeta con pochi aspetti si porta dietro anche le qualità e simbologia del pianeta  a cui è collegato e quindi non sarà in purezza ma modificato di conseguenza.
3) anche la casa dove si trova il pianeta in aspetto è coinvolta nella analisi.

CARTE NATALI CON DUE PIANETI SENZA ASPETTO

Sono piuttosto rare e vanno lette con i due pianeti ognuno per conto suo, ciascuno darà la sua impronta al tema natale senza essere influenzato dall'altro.



martedì 8 febbraio 2011

Gli aspetti nella tradizione classica.

I segni zodiacali si guardano
Gli aspetti tra i pianeti sono tra le prime nozioni che si imparano sui manuali di astrologia e purtroppo sono causa di molti problemi tra i neofiti che non riescono a trovare tra i tanti testi disponibili una linea comune di interpretazione, nè tanto meno riescono a darsi una spiegazione valida della loro origine.
Eppure basterebbe andare a spulciare un pò di testi classici per ritrovare il bandolo della matassa.



1) L'origine degli aspetti

Il termine "aspetto" diventa di uso comune solo nel tardo medioevo, viene dal latino medioevale "aspicio" cioè vedo, guardo, ed ha la stessa origine del verbo auspicare cioè augurare, infatti nell'antica Roma erano chiamati àuspici o àuguri i sacerdoti incaricati di fare previsioni guardando il volo degli uccelli o usando altre forme di manzia. 
Aruspici erano coloro che facevano le loro previsioni sul futuro guardando le interiora degli animali sacrificati.
Aspetto quindi significa "sguardo, vista" e nell'astrologia classica ciò significa che solamente gli elementi del tema che sono in vista tra di loro, cioè in comunicazione tra loro, possono interagire gli uni con gli altri.

I primi a scrivere degli aspetti sono Marcus Manilius (ca 100 AC)  Tolomeo (ca 150 DC) e Firmicus Maternus (ca 350 DC), e per capire ciò che intendevano questi classici dobbiamo guardare allo schema con cui sono state assegnate le "qualità" ai segni dello zodiaco.

Gli aspetti nascono come modi di intendere e dare significato alle relazioni geometriche tra i segni, gli aspetti tra i pianeti ne sono una conseguenza successiva,  i segni trasferiscono per così dire le loro caratteristiche ai pianeti che ne occupano i gradi, se due segni sono in aspetto tra loro, questa condizione di aspetto viene trasferita con tutte le sue qualità ai pianeti che sono all'interno dei confini di quei segni.

In definitiva, se si vuol capire qualcosa della natura degli aspetti bisogna partire dalla natura dei segni.
I segni in base alle loro caratteristiche, si dividono in vari modi, principalmente dividendo il totale dei 12 segni in 2, 3 o 4.
Il numero 2 suddivide i segni in Maschili (ariete, gemelli, leone, bilancia, sagittario, aquario) e Femminili (toro, cancro, vergine, scorpione, capricorno, pesci).
Il numero 3 ci dà la suddivisione in Cardinali (ariete, cancro, bilancia, capricorno), Fissi (toro, leone, scorpione, aquario) e Mobili (gemelli, vergine, sagittario, pesci), le cosidette Quadruplicità.
Il numero 4 suddivide infine lo zodiaco in segni di Fuoco (ariete, leone, sagittario) di Terra (toro, vergine,capricorno) di Aria (gemelli, bilancia, aquario) e di Acqua (cancro, scorpione, pesci), le cosidette Triplicità

Gli aspetti secondo la tradizione classica sono quindi quelle relazioni angolari tra i segni che si possono ottenere dividendo il cerchio zodiacale un numero intero di volte utilizzando i divisori appena menzionati e cioè 2, 3 e 4, utilizzare altri divisori significherebbe uscire dalla perfetta simmetria dello zodiaco e non si riuscirebbe più ad iscrivere nel cerchio quelle figure geometriche che sono l'origine delle denominazioni degli aspetti.

Grafico degli aspetti tra i segni del 17° secolo
Divisione del cerchio zodiacale

360 diviso 2 dà 180 l'opposizione

360 diviso 3 dà 120 il trigono

360 diviso 4 dà 90 il quadrato

360 diviso 6 (2x3) da 60 il sestile

questi sono gli aspetti che vengono ancora oggi chiamati Tolemaici, prima assegnati ai segni e poi ai pianeti che si trovano nei segni,  e sono gli aspetti principali e chiaramente verificati dall'esperienza di almeno un paio di millenni di astrologia, gli unici veramente indispensabili all'astrologo ancora oggi.
 
Qualcuno avrà notato come nella lista manchi l'aspetto di congiunzione, infatti tradizionalmente la congiunzione non era considerata facente parte degli "aspetti" in quanto essa può esistere solo se parliamo di pianeti ma non ha alcun senso quando parliamo di aspetti tra i segni (come fà un segno ad essere in congiunzione con se stesso?).

Ad ogni modo aspetto significa "vista, sguardo" e poichè due pianeti non riescono a guardarsi se sono congiunti, anticamente essi venivano invece considerati  non già in vista o aspetto tra di loro ma in "matrimonio" o "accoppiamento" o in "contatto corporeo" con tutte le simbologie del caso, nessuna esclusa .
Con il passare dei secoli anche la congiunzione venne inclusa tra gli aspetti malgrado questa differenza sostanziale con gli aspetti veri e propri, oggi pochi conoscono questa diversa natura della congiunzione.

Stesso grafico semplificato
Due pseudo-aspetti usati oggi da alcuni astrologi non compaiono nella lista e sono il semisestile (30°) e il quinconce (150°), indicati dai segni zodiacali in nero sul disegno.
Qualcuno potrebbe chiedersi perchè mai Tolomeo e compagnia non abbiano preso in considerazione questi due aspetti che avrebbero così contribuito a chiudere il cerchio dando la possibilità ad ogni segno di essere in aspetto con ogni altro.
Presto detto: il semisestile non poteva essere considerato aspetto in quanto essendo formato da due segni affiancati non riesce a formare un angolo (consideriamo per esempio la parte finale di un segno e quella iniziale del seguente che sono a contatto).

Per il quinconce vale il concetto che 150° non trova giustificazione matematica in quanto 360 non è divisibile per nessun numero intero che dia 150.

Sia il semisestile che il quinconce erano anche chiamati dagli antichi, che ben li conoscevano ma che non li usavano, "disgiunti, alieni, stranieri" e da ciò si può ben capire che cosa ne pensavano, in pratica secondo l'astrologia classica due segni in aspetto di semisestile o di quinconce semplicemente non si vedono, non si parlano, non interagiscono, restano stranieri tra loro.(Tetrabiblos, I,17)

Per quanto riguarda altri aspetti minori oggi usati da qualcuno in vena di complicazioni, come il semiquadrato (45°) o il sesquiquadrato (135°) entrambi considerati "difficili", essi hanno il difetto, lo chiamerei genetico, di riuscire a mettere in aspetto "difficile" due pianeti che stanno in segni tra di loro in aspetto "facile".
Ad esempio un pianeta al 20° di Ariete è sì in aspetto, da un punto di vista strettamente geometrico, di semiquadrato con un altro pianeta posto al 5° dei Gemelli, ma astrologicamente per gli antichi ciò significava proprio un bel niente, infatti Ariete e Gemelli sono tra di loro in aspetto di sestile e veniva difficile da capire come si potesse definire in aspetto "difficile" due pianeti quando i segni che li contengono sono invece in aspetto "facile".

2) Le qualità degli aspetti

Le qualità degli aspetti dipendevano e dipendono ancora oggi dalle caratteristiche dei segni coinvolti.
Come si sa (o si dovrebbe sapere) ogni segno veniva dagli antichi  caratterizzato dall'elemento che lo contraddistingueva, elemento che, secondo la scienza del tempo, possedeva una certa temperatura e umidità.

I segni di fuoco sono caldi e secchi
i segni di terra sono freddi e secchi
i segni di acqua sono freddi e umidi
i segni di aria sono caldi e umidi

I trigoni mettono in comunicazione segni che hanno in comune lo stesso elemento, e pertanto la stessa temperatura e umidità, Leone e Sagittario per esempio ambedue segni di fuoco, oppure Vergine e Toro ambedue segni di terra, sono segni in aspetto di trigono (120°),  riescono a  comunicare bene e vanno perfettamente d'accordo tra loro, il trigono quindi è un aspetto che facilita, che rende possibile il realizzarsi di un evento, che sgombra il campo dagli ostacoli.

L'aggettivo più corretto da usare per qualificare l'aspetto di trigono è  dunque "facile" e non "buono o positivo" come la maggior parte degli astrologi moderni oggi definisce questo aspetto.
La bontà o positività del trigono dipenderà solo dai pianeti coinvolti e dal contesto.

Il quadrato (90°) mette in contatto segni di elementi diversi che hanno diversa temperatura, non essendo in perfetta armonia tra loro questi segni non possono quindi andare molto d'accordo pur avendo stessa umidità, Bilancia e Capricorno ne sono un esempio, così come Gemelli e Sagittario.
Terra e Aria non vanno molto d'accordo così come Fuoco e Acqua.
I quadrati sono quindi aspetti chiamati "difficili" poichè consentono uno scambio tra i segni solo a patto di molti sforzi.
Anche qui è sbagliato chiamare questo aspetto negativo o cattivo, tutto dipenderà dai pianeti coinvolti e dal contesto.

Il sestile mette in contatto segni della stessa temperatura ma con diversa umidità, l'accordo è maggiore che per il quadrato ma minore che per il trigono, dunque il sestile è considerato un aspetto abbastanza "facile" ma non privo però di ostacoli che richiedono di essere superati.

L'opposizione mette in contatto due segni che hanno la stessa temperatura ma diversa umidità come il sestile ma poichè si trovano opposti e lontani l'uno all'altro non riescono a trovare un modo per comunicare, c'è sempre un alternarsi di attrazione e repulsione che impedisce un accordo tra i due, da qui il carattere "difficile" di questo aspetto.

Come detto in precedenza la congiunzione non è un aspetto possibile tra due segni ma possiamo, con la stessa logica usata dagli antichi, immaginare che due pianeti vicino tra di loro nello stesso segno non possono che vedere le cose nel resto del mondo dallo stesso punto di vista, sentire l'altro come simile a sè.

La congiunzione è quindi "facilitante" il che naturalmente non significa che le cose tra due pianeti in congiunzione siano sempre facili, nè che il risultato di questa combinazione sia sempre positivo per chi ce l'ha, ciò dipende, per questo aspetto più che per tutti gli altri, dai pianeti e dalla loro natura.

3) Orbite degli aspetti

Qui la confusione e l'incertezza regnano sovrani, più testi si leggono e meno idee chiare si hanno.
Eppure anche qui basterebbe un pò di studio dei classici per capire praticamente tutto ciò che serve sapere sull'argomento.

Diciamo subito che all'inizio e per parecchi secoli il concetto di orbita degli aspetti è stato un concetto del tutto assente dalla pratica astrologica, due pianeti posti in due segni in aspetto erano anchessi in aspetto, qualunque fosse il grado occupato nel segno, niente di più niente di meno.

Col tempo si cominciarono ad adottare le orbite per migliorare l'esattezza delle previsioni sopratutto in astrologia oraria, dove i pianeti sono considerati in modo dinamico ed è necessario sapere quando due pianeti entrano effettivamente in aspetto tra di loro.
Sembrava anche logico e naturale che più due pianeti erano vicini tra loro a causa di una effettiva vicinanza nel cielo per la congiunzione o per proiezione dei raggi negli altri aspetti, più forte dovesse essere l'efficacia, la forza dell'aspetto stesso.

Da qui l'introduzione del concetto di orbita, ma in modo molto diverso da oggi.

Orbita viene dal latino "Orbis" che significa "cerchio, sfera, mondo" e basterebbe questo a far capire ai più che il modo con cui viene usata questa parola oggi in astrologia non è corretto.

Gli antichi usavano questa parola per definire la sfera virtuale attorno ad un pianeta entro la quale la forza del pianeta si faceva ancora sentire, immaginiamola come l'atmo-sfera attorno alla nostra terra, definita da un raggio che è la distanza entro la quale la forza di gravità riesce a trattenere l'aria che respiriamo.

Ogni pianeta ha una sua orbita entro la quale esercita la sua forza, come fosse una estensione del suo diametro effettivo, ogni pianeta entra in contatto con un altro pianeta quando le loro orbite si toccano.

Non è quindi necessario, per esempio,  che due pianeti siano esattamente nello stesso grado di un segno per essere dichiarati in aspetto di congiunzione ma basta che siano ad una distanza pari alla somma delle metà delle rispettive orbite, chiamate anche moiety.

La tabella qui esposta, ricavata da Dariot dovrebbe chiarire meglio la cosa.

Pianeta          Orbita di influenza (per lato)          1/2 Orbita(moiety)

Sole                            15°                                 7°30'
Luna                           12°                                  6°
Saturno                        9°                                  4°30'
Giove                           9°                                  4°30'
Marte                           7°                                  3°30'
Venere                         7°                                  3°30'
Mercurio                       7°                                  3°30'

Se per esempio Luna è a 10° Cancro e Mercurio è a 19°30' Vergine essi possono essere dichiarati in aspetto di sestile in quanto la distanza tra i due è di 69°30' dove 9°30' è esattamente la 1/2 orbita della luna (6°) sommata della mezza orbita di Mercurio (3°30')

Sole e Luna, come luminari, venivano considerati possessori di una orbita di influenza maggiore degli altri pianeti, poi venivano Saturno e Giove , quindi Marte, Venere e Mercurio.

Sul valore di questa orbita di influenza dei pianeti c'erano delle differenze a seconda degli autori, la tabella riportata è una tra quelle più usate fino all'inizio del '900.

Per tutti comunque valeva il concetto che la sfera di influenza appartiene al pianeta, è definita dall'importanza del pianeta stesso e deve essere calcolata a partire dal medesimo.

Solo nel '900 si ebbe la progressiva scomparsa del concetto di orbita come sfera di influenza del pianeta sostituita dal concetto di orbita come angolo di influenza di un aspetto.
Se ci si pensa bene è solo più facile da memorizzare e da usare nei calcoli, non stupisce quindi più che tanto che abbia soppiantato il vecchio modello, l'uomo per sua natura non cerca tanto la verità quanto la comodità.
Un altro motivo per cui questo concetto non è più in uso è perchè con tale sistema non è possibile usare la miriade di aspetti minori che differiscono a volte l'uno dall'altro solo di pochi gradi e che quindi interferirebbero tra loro con le orbite tradizionali classiche che sono più larghe di quelle odierne.
Sull'uso di tutti gli questi aspetti minori come quintili, biquintili ecc. ecc. non vale nemmeno la pena parlarne, sono indice solamente della grande confusione che c'è in campo astrologico oggi.
Questi aspetti infatti pur essendo noti ai nostri illustri predecessori venivano impiegati esclusivamente nei calcoli delle direzioni, calcoli in cui non si usano le orbite.

Alcuni astrologi (come il sottoscritto) ancora oggi usano il tradizionale concetto di orbita, mentre la maggioranza, senza nemmeno sapere perchè usa il sistema moderno.
Nessuno però, nè tra gli astrologi famosi nè tra i meno, è capace di spiegare perchè mai un trigono debba avere un orbita più grande di un sestile o perchè un quadrato debba avere un orbita inferiore a quella di una opposizione, per non parlare delle orbite di uno o due gradi che si usano per gli aspetti minori.
Col passare dall'orbita dei pianeti a quella degli angoli, per amore della velocità, si è semplicemente passati da un minimo di logica al puro arbitrio.

Un consiglio che posso dare a tutti i lettori di questo blog è di provare ad usare gli aspetti così come ci arrivano dalla tradizione, possibilmente tenendo presenti anche le dignità dei pianeti, e ciascuno potrà rendersi conto di quanto abbiamo perso abbandonando la strada vecchia per la nuova.